Piscine e palestre ce lo chiedono spesso. E fanno bene! Perché, come più volte abbiamo sottolineato nei precedenti articoli, il primo vero risparmio si ottiene proprio intervenendo sul consumo medio d’acqua.
Il calcolo però, è solo apparentemente semplice.
Se infatti è abbastanza accettato che il consumo medio d’acqua per un minuto di doccia (in palestra o piscina, che a casa è un’altra storia!) sia di circa 15 litri. Quindi un totale di circa 150 litri d’acqua, per una doccia di 10 minuti. Misurare l’effettivo consumo d’acqua dopo lo spot può dipendere sia dalla portata del soffione, sia dalla pressione dell’acqua. Come da altre variabili.
Ma la più significativa resta sempre la stessa: la durata della doccia!
Sembra ovvio. Eppure, che i consumi possono essere ridotti semplicemente chiudendo il rubinetto mentre ci si insapona, sembra difficile farlo capire ai nostri clienti. Vi ci ritrovate?
Ma allora come fare??
Beh. Per iniziare, bastano due semplici interventi.
Uno. Da un lato l’installazione di soffioni a risparmio idrico può ridurre la portata a circa 5-7 litri al minuto.
Due. Dall’ altro si possono temporizzare a piacimento le docce, diminuendo significativamente il consumo totale. Senza però sprechi, con l’aiuto magari di tessere magnetiche.
Dei soffioni tradizionali possono infatti erogare fino a 20 litri al minuto: mentre quelli a risparmio idrico, di buona qualità, ne erogano solo 5 o 7 litri!
Mentre vincolare la doccia ad un tempo, non necessariamente breve purché definito, evita il rischio di un consumo d’acqua elevato.
Esistono poi soluzioni tecnologiche che intervengono sulla quantità e sulla pressione stesa dell’acqua. Una pressione maggiore aumenta infatti la quantità d’acqua erogata in un certo tempo.
Già, come sarebbe bello se per ridurre il consumo bastasse chiedere agli utenti di
chiudere l’acqua mentre ci si insapona!









